martedì 2 dicembre 2008

EBETE DAVANTI ALL'ABETE

Al di la' di ogni fede, di ogni credo, di ogni soffio di eternita', di ogni idea: il Natale diventa un momento intimista.
Penso alla mia famiglia soprattutto. Alla sua storia, ai suoi sogni.
Talvolta immagino il nucleo che avro' il privilegio di costruirmi nel segno della continuita'.
Circle of life.
Nelle ricorrenze, ma a Natale piu' che mai, mi sento da matti un tutt'uno con Fabio, Titti, Alicia, Massimo e Alba.

Sono parte di me, con loro, alcune amicizie di una vita.
Le sole che senti che non ti tradiranno mai.
Penso anche a Dio e, se ci riesco, prego. Mi piace credere che prima o poi preghero' tutti i giorni.

Nelle settimane d'Avvento mi ritrovo, spesso nelle sere di inizio settimana, incantato ...

In tre parole: ebete davanti all'abete :-)

Quest'anno il mio albero di Natale e' esagerato in bellezza. 

Grande, rispetto alla sala dove abita, innevato, pieno di lucine ferme, ipnotiche e piu' calde del bianco ...

A Natale, capita da quando avevo 8 anni (mi ricordo ancora, ero a Bellamonte), piango sempre un po'. 
Piango perche' ho paura che tutta questa storia finisca, perche' finira' prima o poi. 
Quel briciolo di fede glam che ho non mi affranca affatto dai timori piu' grandi.
Cosí, anzi che gioire e basta, vivo piacevoli malinconie le quali, pero', contribuiscono a far crescere l'amore che provo.

Forse, quando non mi restera' piu' nulla ad eccezione dell'amore, per la prima volta mi rendero' conto che l'amore sara' sufficiente e, finalmente, io saro' diventato una volta per tutte, e ancora una volta di piu', me stesso.
In quel momento capiro' che tutta questa storia, solo per il fatto di esserci stata, per il solo fatto di aver amato, sara' nel per sempre.

Se poi ci si ritrovera', come penso, tutti a fare rock'n roll da un'altra parte, allora esultero' come Tardelli l'11 Luglio 1982 o come Pertini che, mentre fumava dolcemente la pipa (piba, nel mio caso), sobbalzo' d'improvviso dal seggiolino, riscoprendosi bellamente bambino, anche se solo per una notte.
Ma questa e' un'altra storia, o perlomeno un'altro post ;-)

Un bacio.



giovedì 27 novembre 2008

LA SOLITUDINE DELL'ALTRO

Continua il festival dei salti quantici ...


Un presepe piccolo piccolo, bello bello, nella stanza relax mi fa dolcemente parapensare: da dove veniamo? ... dove stiamo andando? ..
Prima di sentirmi troppo Marzullo, con orgoglio e fierezza ingiustificati, scendo le scale.

Un albero di Natale, ancora orfano della Stella Cometa, nella sala piu' glam che mi coccola e mi fa fare voli pindarici esagerati in romanticismo ...

Un Rino Gaetano che canta "Ma il cielo e' sempre piu' blu" ..
Un sole che tra un paio d'ore fara' la tengente allo zenit.

Un profumo di patchouli che ho spruzzato senza cognizione.
Una boulevard mentale dove ora sono gli Abba che cantano ... dopo penso che la playpibelist del salotto fara' girare il nuovo singolo di Giusy Ferreri Rochet.

A proposito di intimita': grazie a tutti per le tantissime mail a commento del post precedente.
Piano piano rispondo ad ognuno, promesso.
Edificante quello che ha rilevato un'amichetta avanti anni luce: "Pibe, sai qual e' la sfida piu' grande? Molti di noi confondono costantemente la differenza tra intimita' e confidenza ..." ...
Ci lavorero' su, promesso ;-)

In questi giorni, veloci e piacevolmente caotici, ho avuto modo di ammirare persone stupende che con delicatezza, perizia e amore cristallino riescono a vegliare sulla solitudine dell'altro.

Ho tanto da imparare.
Ole'

giovedì 20 novembre 2008

LA MIA SPERANZA PIU' GRANDE

E' un momento edificante, bello, talvolta pienamente appagante.
Oh, s'intende, le sfide sono talmente tante da far girar testa e cuore; come se non bastasse l'uno nel senso opposto dell'altra ;-)

Non ho capito nulla di come si sta al mondo ma sono felice perche' riesco a stare bene con tanti, a raggiungere empatia (lo so e' abusatissimo sto vocabolino) con molti di voi.

Ovvio che il nettare dell'amicizia e dell'amore lo succhio non troppo sovente, ma lo percepisco a portata di vita quasi ovunque.

Capita, talvolta, di riuscire a mettersi nella pelle altrui senza smarrire il senso della propria identita'.
Ricevo altri nel mio territorio intimo senza essere invaso e contaminato.
Figata cristallina!
Parlano di "sinergia" quelli che ne sanno un bel po' piu' del Pibe.

Sogno sempre piu' in grande ma, sembra quasi una contraddizione in termini, ho smesso di mettermi in posizione di attesa rispetto ad un eventuale gesto altrui.

L'intimita' non puo' essere oggetto di aspettative.
Penso che esse siano un terremoto devastante per le relazioni...

Vivo dei miei pensieri e di quello che mi accade; spesso decodifico tutto come una sorpresa. Grazie a Dio ho messo nel baule dell'oblio il "talento" patacca che avrei nel giudicare, commentare, criticare, aspettare ... per l'appunto.

Pensiamoci un pibesecondo (nanosecondo): ogni nostra delusione, o paradepressione che sia, e' causata dal fatto che qualcuno non ha corrisposto alle nostre aspettative.

Una delle piu' grandi scommesse di questa epoca, della mia e della nostra epoca, penso sia l'intimita'.
La famiglia fatica ad essere protagonista nel sociale come nei decenni del dopoguerra, i divorzi aumentano a dismisura, le relazioni sono superficiali e fanno la tangente a non aver alcun significato.

L'intimita' non e' cosa semplice, me ne rendo conto, ma questo tardo pomeriggio e' la mia speranza piu' grande.

Vi abbraccio tanto.

lunedì 17 novembre 2008

TENDERE LE BRACCIA AGLI ALTRI

Qui sotto vedrete un po' di foto del week end anni 60 al Forte.

Le altre sono pubblicate su facebook.

Al di sopra del glamour, fuori dal romanzare alcunche', penso: ascoltando distratto zelig, aspettando un paio di messaggi e una telefonata (non so di chi) che non arrivera', per intanto ...

Sono felice.
Anche nei momenti di evasione cristallina, come i tre giorni tra Almarosa e Capannina,  vivo momenti dove mi ritrovo edificato, arricchito.
Tra una cantatina stonata e una bollicina di troppo ci sono sempre interdipendenze tenere che sono nettare pregiato.

Riassunto di qualche chiacchieratina che non scordero':

l'importante di tutta questa storia, che poi e' la nostra storia, la storia di questo "giro di giostra"? 
Penso sia renderci conto che, indipendentemente dal fatto che comprendiamo pienamente chi siamo o cio' che accadra' alla fine di tutto, il nostro scopo e' progredire come esseri umani, guardare in noi stessi e divenire una fonte di pace, di comprensione e di forza.

E allora diventa essenziale tendere le braccia agli altri con amore, con accettazione autentica e con il paziente spirito di guida romantica (romanticissima direbbe quel tale), nella speranza di cio' che possiamo diventare insieme disegnando sinergie in un festival di empatie.

Stasera mi sento il pazzo del villaggio.
Bene cosí!

venerdì 7 novembre 2008

"LE RINCORREVO TUTTE"

Giornate d'autunno.

Settimane piene.
I week end si confondono.
Nel complesso rimane un bel periodo.
Molto in smania per la festa di Pier al Pianobar in Capannina il 15 prossimo venturo.
Festa, atteggiamenti, look, outfit, sound, romanticismo, emozioni ... tutto anni sessanta!
Tra blog e facebook avrete, come al solito, importante resoconto, ancorche' parafotografico.

Di questi tempi?
Passo del tempo fantastico in solitudine.
Apro le braccia ai cambiamenti, ma non lascio perdere i miei valori.
Mi gusto ogni santo giorno, anche se per poco, la magia di Alba, di sua mamma e dei suoi nonni.
E per questo ringrazio Dio.
Sono sempre piu' consapevole che l'amore grande e i successi grandi richiedono grandi rischi.

Di questi tempi?
Penso sempre intensamente che la meta e', spesso, piu' vicina di quanto non sembri  ad un uomo che lotta.
Spesso il lottatore si e' arreso quando avrebbe potuto, poco piu' in la', alzare la Coppa. E troppo tardi si e' accorto, al calare della notte nel down town del suo inverno, quanto era vicino alla corona d'oro.

"Nessuno puo' dirmi se avessi rincorso quella palla ... le rincorrevo tutte." (Ivan Zamorano)

Passate un fine settimana esagerato in bellezza! Pibe



lunedì 3 novembre 2008

UNA CERTA SUORINA, ESAGERATA IN GLAM

Giornate uggiose che non sopporto ... 

Mi piacerebbe, tra gennaio e febbraio, regalarmi un settimanino in un posto caldo o qualcosa di concorrenziale.

Stamattina ho lavorato molto bene e intensamente.
In giornata ho fatto altre mille cose. Ho avuto anche il tempo di gustarmi la casa, comprarmi una vestaglia glamourissima, un po' di polleggio su facebook, un paio di lunghe lezioni a giovani future avvocatesse ;-)

Mi sono regalato una pubblicazione esagerata in bellezza sul "CORREGGIO".
Mi ha, poi, chiamato Cosimo per dirmi che, da poche ore, anche lui e' avvocato. Emozioni profonde.
Invevitabile tornare con la mente all'Estate di tanti anni fa quando ci siamo conosciuti al Forte!
Sono felice da matti AMICO mio!

Tra due giorni sapremo il nome del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America.
Spero che vinca uno in particolare; sogno che abbia la forza e la purezza di essere un po' eroe.
Per il Pibe gli eroi del nostro tempo sono quelli che nonostante tutto restano ottimisti, parlano di pace, sanno combattere, donare e perdonare.

"Tutto quello che non viene donato va perduto" diceva una certa suorina, esagerata in glam, di Calcutta. 
Ma questa, purtroppo, rischia di essere tutta un'altra storia ... 

venerdì 31 ottobre 2008

IL FIGLIOL PRODIGO

Mi ricordo quando, bimbo di 10 anni con il sogno del calcio nel cuore, nell'anima e nelle vene, godevo nel vederti allenare piu' degli altri a preparazione di quel mondiale.

Poi ci fu il tunnel della droga. 
In mezzo due scudetti sotto il Vesuvio, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana: immagini partenopee ai TG che erano un eau de parfum di romanticismo e un festival periodico di brividi.
Un'altra finale mondiale a Roma nel '90.
705 partite ufficiali e 358 gol.
Ma mai come per te, il campione accompagnato dalla leggenda sin da bambino, i numeri dicono davvero poco.

Mi hai fatto sognare e piangere, innamorare e arrabbiare per la tua personalita' scissa ma al contempo autentica: il cibo smodato, la droga, l'alcool, il passeggio a braccetto con la morte piu' volte sfiorata.
Eri stupendamente incoerente e bellamente lo ammettevi. Criticavi l'America e prendevi i soldi dalla Coca Cola. 

"Non saro' mai un uomo comune" dicevi negli anni piu' difficili della tua leggendaria esistenza ... ma forse lo pensavi da sempre ...

L'Argentina ha chiamato il suo figliol prodigo alla guida della sua nazionale, quella che il Pibe (di Buenos Aires ;-) prese per mano e porto' sul tetto del mondo nel 1986; quella sara' la squadra che, appassionato e commosso, tifero' ai prossimi mondiali.
Perdonatemi. 



martedì 21 ottobre 2008

STATO DI ASPETTATIVA POSITIVA

Tempi di concorsi, tempi di superenalotto e scommesse popolari.

Provo ad elevare la qualita' dei miei sogni senza, al di la' di facili qualunquismi, "ridurli" ad una combinazione su oltre 622 milioni.

Stanotte, prima di brandificare bellamente e felice, mi chiedo:
che cosa puo' cambiare la mia vita? 

Sai, penso molte cose: un momento di pensiero profondo, qualche decisione presa lungo il cammino, un libro, un film, un incontro, uno sguardo.
Magari il week end entrante nel cuore del down town milanese.
Per questo, da qualche anno a questa parte, scelgo di vivere in uno stato di aspettativa positiva, sapendo che tutto quello che succede nella mia vita mi fara'  bene in qualche modo.
Poi, s'intende, non sempre ci riesco.

Cerco di fare esperienza di tutto. Cerco di avere cura di me e di chi mi sta intorno. 
Mi diverto.
A volte faccio il pazzo, sono stravagante e rock'n roll. Talvolta combino pasticci. 
Anche se non volessi li farei comunque cosí mi godo l'esperienza.
Mi impegno sempre tantissimo in quello che faccio, questo lo posso dire; cerco di imparare dal festival dei miei errori.
Non cerco di essere perfetto: cerco, invece, di essere un eccellente esempio di essere umano ...  magari invano :-)

Un abbraccio grande. 

sabato 18 ottobre 2008

UBRIACHI SENZA AVER BEVUTO

In questa notte senza stagione suono felice sul mio mac dopo una serata fuori dal tempo e dallo spazio.
Penso all'Estate e alla combriccola che mi aspetta a Milano il prossimo fine settimana.
Penso agli amici di sempre del down town del Principato di Correggio: vorrei urlargli la mia gratitudine.
Penso random.
Penso alla Titti e a Fabio: "ognuno di noi merita di avere una madre e un padre almeno finche' non si sta in piedi"; quindi arrossisco, stringo il cuscino, tremo, bagno gli occhi, penso al festival dei miei privilegi e a quanto gli voglio bene.
Penso all'Alicia, la sorellina perfetta: ogni giorno che passa siamo sempre piu' diversi e sempre piu' uguali ... poi torno a tremare e penso alla bellezza di Alba, dei suoi tre mesi, dei suoi sorrisi, dei suoi pianti durante la pausa al bar il giovedí mattina ... vivo, piacevolmente stranito, un brivido se la consapevolizzo baloccare sul tavolo di cucina col nonno abbracciata dagli occhi increduli della nonna mentre il Pibe e l'Aly si guardano e, magari, si ricordano che  vent'anni prima, alla stessa ora, giocavano a tennis nella sala disarredata con due glamourissime racchette da ping pong.
Penso alla cugina di mia mamma e al suo volerci bene nel silenzio degli anni che ci scivolano via passando da una visita in ospedale nel 2004 e da qualche mail che non dimentichero' mai.

Penso  ai forti come quelli che sono ubriachi senza aver bevuto.
Penso, infine, a quelli che vanno con fiducia nella direzione dei loro sogni e a quelli che vivono la vita che hanno immginato.

"Io non so cosa pensero' dei miei sedici anni
quando saro' come mio padre.
Non so neanche cosa ci sara' dopo la morte.
Ora mi sento come se non moriro' mai
e penso che l'amore conta piu' di tutto.
Conta piu' della paura di innamorarsi, piu' della paura di morire,
piu' della voglia  di non essere omologati
e della voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo ...
E cambiarlo non e' facile ..."