mercoledì 8 aprile 2009

UNA VITA SPECIALE

Presente!
Assenza giustificata? ... non so ... ma non sempre si hanno delle cose da dire.
Talvolta, forse, e' anche giusto stare zitti e gustarsi il senso di questo viaggio straordinario dove, clamorosamente invano, cerco di capirne i significati piu' intimi.
Significati che vengono stravolti, e necessariamente rivisti, davanti agli accadimenti come quello dell'Aquila.

Non so se esiste un Dio.
In realta' credo fortemente di si. Se le cose dovessero stare diversamente penso proprio che non sarei in grado di capire il vero perche' della nostra avventura.

Ho scritto poco ed ho vissuto un bel po'.
Anzi, ho scritto tanto ma erano flussi di paracoscienza non autorecensiti, tantomeno criptati. Ergo non pubblicabili. Per ora.

Mi sono lasciato conquistare dal down town di Londra, dalla sua integrazione, dal suo senso della metropoli.
Entri nel fortice della citta', la vivi da protagonista nei locali piu' cool.
Vivi, come accade in pochi posti oltre a Roma, il senso dell'essere al "centro del mondo".
Sei "uno, nessuno, centomila".
Sei, mica tanto semplicemente, il Pibe.
Ti lasci coccolare, scimmiotti innamoramento di qualche modellina compiacente perche' conosci i congiuntivi italiani e fai ridere con l'inglese un po' troppo scolastico. Rimani ammaliato da un modus vivendi nuovo ma con l'orgoglio e la fierezza di non rinnegare l'amore per il tuo; passi i giorni successivi con tanta piacevole malinconia e ripensi a quegli istanti.

Ho fatto un corso di guida veloce, regalato dall'amico Pier, all'autodromo di Monza.
Incredibile come ogni esperienza nuova e diversa mi porti sempre ad assecondare il ricalco delle mie credenze, comunque in continua e costante evoluzione.
Gli ostacoli sono quelle cose spaventose ogni qualvolta distogliamo lo sguardo dalla meta: lo vado dicendo da anni e me lo ritrovo come l'insegnamento principale che i piloti hanno cercato di trasmetterci per tutta quella giornata.

Mi sono gustato le sfilate a Milano e un breve tour al Vinitaly (con il buon Marco) dove le metafore sul drink piu' glam non si contano; presto ne mettero' un po' su questo spazio.

Stasera, con tutti gli amici rocker, siamo alla "Clinica Gastronomica da Arnaldo" a festeggiare "IL BABY" che, al secolo, e' anche il mio splendido commercialista.

Infine non mi restera' che vivere il privilegio di partire alla volta del Forte con un menu' di Pasqua entusiasmante: incontri metaprofessionali per impostare la preparazione del concorso notarile nei mesi prossimi venturi, tante amichette, tanto pianobar in Capannina, cenini di pregio e, ovviamente, running quotidiano ...

E' un periodo edificante ma anche molto impegnativo. Per mantenere divertimento e sport, senza intaccare lavoro e studio, dormo davvero pochino.
Quando tutto sara' finito mi piace pensare che andro' in un posto speciale ma, per ora, sono da queste parti e voglio dare tutto affinche' sia speciale la mia vita.
Dare il massimo in questo momento, ne sono certo, mi mettera' in una posizione migliore nel momento successivo.

Vi auguro un Pasqua imbarazzante in bellezza!

ki$$$

mercoledì 25 febbraio 2009

A MODO SUO


Proprio perche' non so definire il normale, non so intelleggere l'intelleggibile, ho scelto lo straordinario, una vita straordinaria.
Ho scelto di ispirarmi a gente mille anni luce piu' in gamba di me.

Sono tante persone. Tutte hanno avuto la passione "di provarci e di ribaltare il pronostico".
Oggi ve ne cito tre.

Nat Robinson: ha vinto di nuovo l’annuale gara per il miglior schiacciatore della NBA americana: lo Slum Dunk Contest. Nulla di strano se non stessi parlando di un tipello rock'n roll di circa 170 cm!!
Candido Cannavo': lo leggevo come sarebbe giusto leggere Pirandello. In tempi dove i buoni sentimenti vengono strumentalizzati, la sua penna riusciva a rendere non retorico il romanticismo piu' ovvio.
Un maestro per me.
Randy Pausch: si presentera' da solo con il video postato qui sotto. Ancora una volta mi rendo conto come la scelta di una vita appagante dipenda precipuamente da quale prospettiva scegliamo di guardare, e affrontare, le sfide.



Ho paura, un giorno, di voltarmi indietro e non rivedere una vita piena e appagante ma un'esistenza meramente sopravvissuta, magari in balia degli eventi e delle circostanze.

Perche', non curante di alcunche', faccio quello che sento?
Per essere autentico, sentirmi in contatto con quello che sogno, con l'esperienza che fluisce, momento per momento, istante dopo istante.
Sempre. Dopo ogni pazzia, cantatina, concorso metagiuridico vinto e perso; dopo ogni trionfo emotivo ma anche dopo una sconfitta, intima o pubblica che sia.

E' fantastico, ogni tanto, sentire dentro di se' la consapevolezza calcolatrice dell'adulto stravinta dalla voglia di vivere del bambino.
Ringrazio Dio per questo.

E allora capita pure che ad una splendida festa del Borgo, un sabato notte qualunque e davanti a centinaia di persone, il Pibe, con l'amico Little Taver, si ritrovi a raccontare cantando che "IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU' ".
Fuori tempo o sincopando paraconsapevolmente; a questo punto non importa piu' perche' l'ha fatto A MODO SUO, e l'indomani si e' risvegliato felice.

venerdì 6 febbraio 2009

RE DEL MIO MONDO

All' Alba di un giorno, per me importante, mi regalo i prossimi istanti lasciando i polpaPIBEstrelli fare rock'n roll da soli sul tastierino del Mac.
Spengo la mente e accendo il cuore.
Vediamo se batte.

Un giorno come un altro, per molti. Una data, una convenzione piu' che astratta che di anno in anno, quasi passivamente, ritorna.

A me, per contro, e' sempre piaciuto il senso del "KING FOR A DAY"; mi da' un brivido dentro.
Sara' edonismo, sara' amore per la vita, sara' il senso del dono di avercela una vita o la gratitudine per essere, comunque e in un modo o nell'altro, arrivato a compiere un trentatreello tondo tondo.
Che poi e' anche un numero fantastico. Va beh ...

Questo giorno, uguale e diverso agli daltri, mi affranca ben presto dalla gloria coronata, ma effimera, di 24 ore romantiche.

Ore che, un pochino, investo per capire se la rotta e' quella giusta.

Per fare un vero e proprio bilancio, in realta', sarebbe necessario sapere da dove si viene e dove si sta andando.
Io ci penso spesso ma mica lo so con precisione. Diciamo che lo intuisco forte.
33 anni sono tanti e sono pochi.
Ancora una volta il punto di vista che scegliamo trionfa sul rito della verita' che ci impongono tutti i giorni.


Salto quantico. Ma neanche troppo.

Spendermi sempre di piu' per gli altri, cercare di contribuire un pochino, essere da esempio dove ho la capiacita' di farlo.
Portare in giro la gioia, a costo di fare la tangente al pazzo del villaggio.
Organizzare, ogni tanto, un cenino esagerato in bellezza pensando che "quella giusta" puo' essere sempre dietro l'angolo.
Gustarmi la casa e vivere il privilegio di scegliere un po' la solitudine.
Finire sempre il libro che rischia di entrare nella mia top ten e prendermi il tempo, talvolta, di una doccia piu' lunga e calda del solito con 4 candeline rock'n roll.
Tendere ad un senso di aspettativa positiva, pregare, concedermi all'improvviso un po' di relax rubando momenti a cose piu' urgenti.
Un po' di sport in tele e tanto running appena non piove.
Sanissima alimentazione, ma alcun senso di colpa nelle piccole trasgressioni.

Sudore, sudore e ancora sudore.
Studio, palestra, lavoro, calcetto, relazioni.

Ogni tanto sentire il brivido dentro alla fine della giornata, brandificare con la sveglia a momenti quando fuori quasi quasi torna la luce e, pieno di gratitudine dire : "oggi ho dato tutto! Ole' ".
Almeno un buon film alla settimana, un post sul blog per consapevolizzare meglio quello che sono, evasione disordinata, tisanine impreviste, saper cogliere il senso di un evento piacevolmente inaspettato.

Coltivare la capacita' di stupirmi per qualcosa che non avevo chiesto, sciogliermi sino a dissolvermi davanti alla tenerezza di un nonno e di una nipotina che si amano alla follia, sciogliermi sino a dissolvermi davanti al senso e alla cultura della famiglia ...

...

... seguendo la mia strada disegnandola, o assecondandola dove necessario, non saro' piu' "RE PER UN GIORNO" bensì RE DEL MIO MONDO.
Ognuno di noi lo puo' essere.
Almeno credo.

Come dicevo piu' su, ho provato a metterci il cuore.
Perche', se questa non e' la strada che ci porta ad essere re o regina, per contro, e' l'unica che conduce alla NOBILTA'.

E allora, ancora una volta ... buon viaggio.

giovedì 29 gennaio 2009

SOGNI SUPREMI

Ultimamente riesco a dare tanto per assecondare ogni mio intento, ogni mia bramata e appassionata meta.

Lavoro, studio, calcetto, jogging, palestrina, relazioni, passioni, crescita, evasione, lettura, musica; come si puo' assecondare tutto?
Come si puo', ogni sera, brandificare con il piacevole rischio di aver fatto la tangente al sentirsi appagati?
Come si puo' affrancare il senso di frustrazione?

Ti sei mai chiesto quanto predetto?
Io molto spesso.

Grazie a Dio, anni fa, mi hanno messo in guardia insegnandomi a gestire, con scientifica attenzione, il mio tempo smettendola di privilegiare solo e soltanto le cose indifferibili.
Quotidianamente dedico, quindi, spazio a cio' che verrebbe naturale tralasciare, rimandare nell'immediato.
Ogni giorno cerco di destinare energie a cio' che, a una lettura superficiale, parrebbe posticipabile.
Ogni santo giorno dedico qualche momento a quelle cose poco urgenti ma importanti; vitali, anche se prive di una precipua scadenza.

Le cose importanti, pensaci bene se ti va, hanno quasi sempre a che fare con i nostri valori e i nostri sogni supremi.
E allora, per perseverare lungo la mia traiettoria paraimperterrito, rischio un po', "rubo" istanti preziosi a cio' che sembra improrogabile e mi faccio coraggio con il brocardo di Jampolsky quando ci ricorda che "amare significa lasciar perdere la paura".

Quel che abbiamo alle spalle, quello che ha a che fare con il nostro passato, quello che ci sta accadendo ora e quel che abbiamo davanti sono piccole cose se paragonate a cio' che abbiamo dentro.

Vi abbraccio forte.

sabato 17 gennaio 2009

ALBACHIARA

Cosa vuol dire trionfare, affermarsi, avere successo? ...
Ecco il Pibe, nelle paravesti marzullesche, che (a meno di un mese dai suoi 33anni) si fa un glam viaggio.

Giustappunto i saggi ci insegnano la bellezza del viaggio e non piu' il mero punto d'arrivo.
Cosa proviamo e, soprattutto, chi diventiamo durante il tragitto.
C'e', poi, chi canta la coerenza: ho una gran paura che questa sia una chimera irraggiungibile, di certo per me, non immune a patologie concorenziali all'edonismo ... pure per il semplice fatto di avere questo spazio, ancorche' rosa ;-)...
In un mondo di privilegi, che fanno la tangente all'imbarazzo, la quintessenza dell'atteggiamento coerente lo vedo in una vita totalmente dedita all'altro; a quello lì, senza biglietto e a bordo pista, che sta a guardarti mentre tu fai, quasi annoiato, l'ennesimo "giro di giostra" ...

E quindi? Il successo?
Migliorarmi ogni giorno un poco. Magari appena appena, ma tutti i giorni. Sentire un brivido dentro, ogni tanto, quando faccio le cose. Continuare ad alimentare (con azioni precipue) i miei sogni, perseverare nel coraggio di fare dei sogni.
Affrancarmi dall'ipocrisia.
Strappare un sorriso, e un'emozione rock'n roll, a chi incrocia la mia strada.
Che sia con un " ole' ole' " in piu' da mica normale mentre ci intersechiamo sotto il portico, che sia per una vita intera passata assieme, che sia per qualsiasi esperienza vissuta in stereo, indimenticabile o meno, lunga o breve, intensa o lieve ... ...

Mi piacciono da impazzire, a loro modo uguali e anche diverse, le storie raccontate dai due video qui sotto ...
La maratoneta ci insegna che il successo, nell'accezione che preferisci, diventa sterile se, prima o nel mentre, non diventiamo persone di valore ...
Vasco ti fa venire voglia di morderti la lingua ogni "alba" per alzarti appassionato a contribuire, nel tuo piccolo ma irrinunciabile tragitto, a farla diventare sempre piu' "chiara".
Ti insegna anche che la vita, a volte, e' piu' straordinaria della fantasia.

"Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove; l'audacia ha in sè genio, potere, magia." (J.W.Goethe).

martedì 13 gennaio 2009

BUSSOLE E MARINAI

E' da 4 giorni che sono rinchiuso in casa con la puntualissima australianina la quale, maliziosamente, mi ha portato in dono febbre alta.

Non sarebbe piu' rock'n roll che certi cadeau della vita, come accade in diritto per la donazione, fossero condizionati all'accettazione del donatario stesso, o ricevente che dir si voglia?   ;-)

Per quanto predetto non ho troppe cose da raccontarti. Forse.

Spesso, chissa' come mai, mi basta togliere il cappuccio alla penna.
Che, di questi tempi ''moderni'' (?), significa far paradanzare i polpastrelli sul tastierino del Mac.

Nel mentre di questa influenza ho pensato. Anche troppo. 
Mi sono divertito a immaginare risultati, nuovi sogni, nuovi viaggi, nuovi incontri, improvvise piacevoli telefonate. 
Tutti pensieri vivi, di una concretezza imbarazzante.

Ho, bellamente, realizzato che nel 2009 avro' un festival di occasioni importanti: e' stato frustrante non poter rincorrere alcunche' gia' in queste ore.
Una persona,  che in un certo senso considero uno dei miei maestri, nel lontano Autunno/Inverno 1992-1993, mi ripeteva costantemente un brocardino che faceva piu' o meno così: "Pibe glam glam , ricordati che nella vita esistono solo due cose che non tornano indietro: una freccia scagliata e un'opportunita' perduta".

Ecco appunto. Dopo solo 96 orette pop passate sul divano a soffiarmi il nasino parafrancese ho gia' voglia di tornare in pista, pronto ad assecondare venti piacevolmente inaspettati ma con ben chiare le rotte da percorre.

La consapevolezza piu' grande di questo pomeriggio? Anche se abbiamo avuto in dono la piu' prestige delle bussole non siamo dispensati dal remare ...  

E adesso dico "uau" perche', quasi sorpeso da dove sono andato a parare, vedo che alla fine, anche nella vita come in diritto, ogni cadeau ci da' la sua chance, talvolta celata, di essere interpretato e, quindi, accettato o meno.

Ole' .... baci periodici!

mercoledì 7 gennaio 2009

BUON VIAGGIO

Scusa l'assenza di questo periodo  ...

Ingiustificata ma, di tanto in tanto, sai che accade.
Per mille ragioni.
Quasi mai, grazie a Dio, perche' non ho alcunche' da dire.


Ci sono grandi, grandissime novita' per quest'anno.
Progetti garibaldini, proposte edificanti, sogni che danzano dentro cassetti al massimo solo socchiusi, desideri che dovranno essere piu' che assecondati.
La meta' di quanto predetto basterebbe.


Non voglio essere fagocitato dal tran tran dei giorni che, se non li vivi mettendoci del tuo, diventano uguali gli uni agli altri, sovrapponibili ...  per questo so che e' importante partire 'pulito', rigenerato, carico.
La partenza di ogni viaggio deve sempre essere eccitante e piena di energia.
La saggezza e' sapere andare avanti, con glam passione e rinnovata perizia, ma la vera virtu' e' farlo.


Mi vengono in mente i tre re magi rock'n roll ... hai presente?  Quelli che sono arrivati a destinazione l'altro giorno.
Per assecondare la loro stella cometa, che poi forse e' la stella cometa per eccellenza, avranno avuto atteggiamenti concorrenziali al 'senso' di questo post ... non credi?

Buon viaggio, di cuore, anche a Te.

domenica 21 dicembre 2008

UNA SU MISURA

Venerdì mi sono ritrovato, nel primo pomeriggio, in un Caffe' del Principato con la nonna quasi 83enne.
I dialoghi erano semplici, quasi stanchi.
Gli sguardi trasudavano, in maniera diversa, orgoglio e fierezza.
Il romanticismo patologico che, dolcemente, accompagna da tempo chi vi scrive, mi da' la certezza che entrambi stessimo pensando al nonno Brenno, ci mancava solo il coraggio di ammetterlo, ancorche' a noi stessi!

L'indomani giro di giostra dai genitori materni.

Questo domenichino l'ho gestito gustandomi un pranzo glam con papa' e mamma, al secolo Fabio rock'n roll e Titti prestige, che  ha fatto la tangente alla perfezione. 
Ogni momento con loro fa la tangente alla perfezione, se ci penso bene.
Davvero: in questi ultimi anni ogni momento vissuto assieme e' scelto, e' carico di magia, ha il sapore della storia e, da quando e' arrivata Alba, soprattutto del futuro, della speranza; si percepisce tanto il senso del cerchio della vita.

Passando per due gag di transizione in profumeria ho assecondato un giro di giostra dalla mia sorellina e Massi, con Alba, per l'appunto, stranita dal pararumore delle confezioni regalo scartate.

Mi sento un fottuto privilegiato non tanto perche' la mia vita, a volte, e' davvero quasi perfetta.
Mi sento tale perche' sono riconoscente per il mio retroterra familiare, ne riconosco l’influenza benefica nel mio carattere e nella mia intera vita. 

Il Pibe ci mette del suo, s'intende, ma se non avesse avuto un’infanzia di un certo tipo, oggi darebbe tutto, magari invano, per "ricostruirsene una su misura". Lo farebbe ripensando proprio alle sue origini (magari riconsapevolizzandole), lo farebbe ridisegnando la sua storia (magari anche bluffando un pochino) e investendo tanto sui suoi sogni futuri e futuribili ...

Non conosco la vostra vita, tantomeno nell'intimo.  Non si puo' conoscere la storia di alcuno. Al massimo si puo' avere la mera e nobile ambizione di ascoltarla ... comunque, stanotte piu' che mai, mi piace pensare che "non e' mai troppo tardi per avere una bella infanzia".

Ole'

giovedì 11 dicembre 2008

RICORDANDO IL FUTURO

Giornate all'opposto: quelle baloccanti al Forte e queste impegnate in studio a scrivere atti.

Ho comprato qualche regalino, tettatato al calduccio di casa, baciato la mia nipotina, alzato pesi nella stanzetta glam degli ospiti, ordinato un pianoforte digitale bianco che arrivera' la prossima settimana.
Ho letto di diritto e due romanzi stupendi.

Ho mandato sms metaromantici. 
Mai invano, secondo me. Solo secondo me pero'.

Giornate all'opposto con il trionfo dei denominatori comuni che sono sempre la forza dei sentimenti e il trionfo della passione.

Sono felice perche' e' da un po' di tempo che mi viene facile essere me stesso ... mica poco, neh?

Al lavoro ogni giorno va sempre meglio, sia umanamente che professionalmente.
Sto crescendo, piano piano, ma incessantemente ... penso forte che, se non si impara mentre guadagnamo, ci stiamo perdendo uno degli aspetti migliori del nostro compenso.
Poi i soldini gustano tanto, ovvio.

Durante le feste desidero fare mille 'partite di chiacchiere', con persone speciali e in contesti coccolanti, ricordando il futuro, progettando il passato e sognando il presente
Lasciandomi andare e pensando un po' meno; questo, all'incirca, intendo.

Sara' fantastico, in quei giorni, entrare in una dimensione di  "brain storming"  di emozioni caotica e confusa per definizione, ma autentica come, forse, prima il Pibe mai.

martedì 2 dicembre 2008

EBETE DAVANTI ALL'ABETE

Al di la' di ogni fede, di ogni credo, di ogni soffio di eternita', di ogni idea: il Natale diventa un momento intimista.
Penso alla mia famiglia soprattutto. Alla sua storia, ai suoi sogni.
Talvolta immagino il nucleo che avro' il privilegio di costruirmi nel segno della continuita'.
Circle of life.
Nelle ricorrenze, ma a Natale piu' che mai, mi sento da matti un tutt'uno con Fabio, Titti, Alicia, Massimo e Alba.

Sono parte di me, con loro, alcune amicizie di una vita.
Le sole che senti che non ti tradiranno mai.
Penso anche a Dio e, se ci riesco, prego. Mi piace credere che prima o poi preghero' tutti i giorni.

Nelle settimane d'Avvento mi ritrovo, spesso nelle sere di inizio settimana, incantato ...

In tre parole: ebete davanti all'abete :-)

Quest'anno il mio albero di Natale e' esagerato in bellezza. 

Grande, rispetto alla sala dove abita, innevato, pieno di lucine ferme, ipnotiche e piu' calde del bianco ...

A Natale, capita da quando avevo 8 anni (mi ricordo ancora, ero a Bellamonte), piango sempre un po'. 
Piango perche' ho paura che tutta questa storia finisca, perche' finira' prima o poi. 
Quel briciolo di fede glam che ho non mi affranca affatto dai timori piu' grandi.
Cosí, anzi che gioire e basta, vivo piacevoli malinconie le quali, pero', contribuiscono a far crescere l'amore che provo.

Forse, quando non mi restera' piu' nulla ad eccezione dell'amore, per la prima volta mi rendero' conto che l'amore sara' sufficiente e, finalmente, io saro' diventato una volta per tutte, e ancora una volta di piu', me stesso.
In quel momento capiro' che tutta questa storia, solo per il fatto di esserci stata, per il solo fatto di aver amato, sara' nel per sempre.

Se poi ci si ritrovera', come penso, tutti a fare rock'n roll da un'altra parte, allora esultero' come Tardelli l'11 Luglio 1982 o come Pertini che, mentre fumava dolcemente la pipa (piba, nel mio caso), sobbalzo' d'improvviso dal seggiolino, riscoprendosi bellamente bambino, anche se solo per una notte.
Ma questa e' un'altra storia, o perlomeno un'altro post ;-)

Un bacio.



giovedì 27 novembre 2008

LA SOLITUDINE DELL'ALTRO

Continua il festival dei salti quantici ...


Un presepe piccolo piccolo, bello bello, nella stanza relax mi fa dolcemente parapensare: da dove veniamo? ... dove stiamo andando? ..
Prima di sentirmi troppo Marzullo, con orgoglio e fierezza ingiustificati, scendo le scale.

Un albero di Natale, ancora orfano della Stella Cometa, nella sala piu' glam che mi coccola e mi fa fare voli pindarici esagerati in romanticismo ...

Un Rino Gaetano che canta "Ma il cielo e' sempre piu' blu" ..
Un sole che tra un paio d'ore fara' la tengente allo zenit.

Un profumo di patchouli che ho spruzzato senza cognizione.
Una boulevard mentale dove ora sono gli Abba che cantano ... dopo penso che la playpibelist del salotto fara' girare il nuovo singolo di Giusy Ferreri Rochet.

A proposito di intimita': grazie a tutti per le tantissime mail a commento del post precedente.
Piano piano rispondo ad ognuno, promesso.
Edificante quello che ha rilevato un'amichetta avanti anni luce: "Pibe, sai qual e' la sfida piu' grande? Molti di noi confondono costantemente la differenza tra intimita' e confidenza ..." ...
Ci lavorero' su, promesso ;-)

In questi giorni, veloci e piacevolmente caotici, ho avuto modo di ammirare persone stupende che con delicatezza, perizia e amore cristallino riescono a vegliare sulla solitudine dell'altro.

Ho tanto da imparare.
Ole'